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Who is Who. Identity in a changing world

Come dice Woody Allen, le tre domande cruciali del nostro tempo sono da dove veniamo, dove andiamo, cosa ceniamo questa sera. Qui si cerca di capire chi siamo, nella speranza che la descrizione del presente aiuti a prevedere lo scenario economico, politico e sociale futuro.

di Serafino Rescina

Tocca gli aspetti economici, sociali, politici e culturali del nostro tempo il dibattito internazionale ‘Who is Who – Identity in a changing world’, a Roma il 2 dicembre 2011 in occasione della costituzione dell’ENAM, organizzazione internazionale che in 26 Paesi tra Europa e Asia riunisce oltre 30 associazioni di quanti hanno partecipato ai diversi programmi di scambi culturali internazionali promossi dal Dipartimento di Stato USA, come l’International Visitors Leadership Program o il Fulbright.

Ambizioso l’obiettivo, scattare una foto del presente proprio mentre la realtà cambia e a una velocità sempre maggiore.
 
Per coprire la distanza tra Roma e Parigi Giulio Cesare e Napoleone avrebbero impiegato le stesse settimane. Noi poche ore senza godere di privilegi imperiali.
Nel terzo millennio soli dieci anni di cambiamento sono moltissimi: nel 2001 nasce Wikipedia e crollano le Torri Gemelle; il 2002 è l’anno dell’euro; nel 2004 nasce Facebook e 10 nuovi Paesi dell’Est entrano nell’UE. Nel 2005 muore Giovanni Paolo II e Ratzinger prende il nome di Benedetto XVI. Nel 2008 Obama diventa Presidente degli Stati Uniti e nel 2011 muore Steve Jobs mentre continua il successo dei prodotti Apple.

E dopo secoli di ‘deserto’ tecnologico, oggi l’informatica, il web, le nano e le bio-tecnologie guidano la corsa verso un futuro che sarebbe imprudente non cercare di prevedere.
 
In tutto questo i flussi globali di merci, idee, persone e capitali possono apparire sotto molti aspetti come minacce alle identità minori.
Ma proprio come uno stato culturalmente vario può costruire l’unità a partire da identità molteplici e complementari, un mondo culturalmente vario deve fare altrettanto.
Questo non significa soltanto riconoscere le identità locali e nazionali, ma anche rafforzare l’impegno a essere cittadini del mondo.
Le interazioni globali odierne, più intense rispetto al passato, possono funzionare bene solo se governate dai vincoli creati dalla condivisione di valori, comunicazione e impegno.
È più probabile che si instauri una cooperazione tra persone e nazioni con interessi differenti, se tutti sono legati e motivati da valori e impegni comuni.

La cultura globale non c’entra con la lingua inglese o le scarpe da ginnastica griffate. E’ una questione di etica universale basata sui diritti umani e di rispetto della libertà, dell’uguaglianza e della dignità di tutti gli individui.

Un’idea rigida dell’identità può provocare invece molte delle inopportune contrapposizioni tra «noi» e «altro da noi», un’ esagerata diffidenza verso le persone e le cose provenienti dall’estero.
Come la certezza, raccontata con ironia da Doris Lessing (‘Princìpi’), di avere sempre la precedenza al bivio,  la volontà di impedire l’arrivo degli immigranti, temendone l’infedeltà al loro paese d’elezione e ai suoi valori, o di bloccare i flussi di merci e idee culturali per il timore che le forze dell’omogeneizzazione distruggano l’arte e il patrimonio del paese di adozione.
Ma raramente esistono identità singole. Molto più diffuse le identità molteplici e complementari, in cui le persone sentono sia di appartenere a un gruppo, sia di far parte - all’interno o all’esterno di esso - di uno o più sottogruppi.
 
Alla ricerca delle identità, dunque.
Con gli interventi dell’Ambasciatore USA in Italia David Thorne, della Vice-Presidente della Camera dei Deputati Rosy Bindi, della sociologa americana Sheila Croucher, del Presidente emerito della Corte Costituzionale Giovanni Maria Flick, di Antonio Amendola (Presidente di Amerigo), di Massimo Cugusi (Segretario Generale di Amerigo) e di altri illustri studiosi ed esperti.

‘Who is Who – Identity in a changing world’
Roma, 2 dicembre, Camera dei Deputati
Palazzo San Macuto  (Sala del Refettorio)
via del Seminario, 76
ore 9:30

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1-12-2011


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