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Lo sviluppo virtuoso della mobilità elettrica

In piena green economy il settore delle auto ibride vede impegnati grandi produttori con modelli d'avanguardia, in una sfida tecnologica sempre più serrata spinta anche da incentivi e finanziamenti pubblici.

di Elisa Scarcella

Auto sempre più efficienti, con sistemi di controllo sempre più sofisticati, sicure e dotate di servizi di intrattenimento, connettività e infomobilità, il tutto nel rispetto dell'ambiente: queste sono le richieste dei consumatori di oggi, confermate da una ricerca condotta recentemente da Accenture su oltre 1.800 consumatori in Italia, Germania, Francia, Stati Uniti e Canada.

Dallo studio emerge che il 43% degli intervistati, e in Italia il 62%, ha intenzione di acquistare un'auto ibrida o elettrica nei prossimi due anni, l'80% in particolare è più propenso a comprare un'auto ibrida anziché una elettrica.
“Il settore automobilistico attraversa un’importante fase evolutiva sia in Italia che a livello internazionale,” dichiara Luca Mentuccia, Managing Director per il settore automotive di Accenture, “e i consumatori che si avvicinano alle autovetture ibride sono sicuramente interessati a veicoli ad energie alternative, ma vogliono anche avere a bordo servizi innovativi rispetto agli standard previsti sulle vetture tradizionali. In sintesi: sicurezza, salvaguardia dell'ambiente e intrattenimento diventano elementi di valutazione per la scelta di un’autovettura”.

Auto alimentate a GPL, a metano, auto elettriche (il 98% delle quali ibride e quindi alimentate sia a benzina che tramite batterie), sono sempre più al centro degli investimenti delle case automobilistiche, anche grazie ad una politica di incentivi e finanziamenti diffusa in tutto il mondo: pensiamo infatti alla Chevrolet Volt, che sarà venduta in USA a fine anno con un prezzo finale potenzialmente di 33.500 dollari (41.000 dollari prezzo di partenza di listino) grazie alle agevolazioni fiscali che possono arrivare fino a 7.500 dollari; una vettura “monitorata” dallo stesso Presidente USA Barack Obama grazie ad una recente visita allo stabilimento in Michigan produttore delle batterie destinate all'auto. Sul fronte finanziamenti, la Banca Europea degli Investimenti ha annunciato che finanzierà con 200 milioni di euro il programma di sviluppo dei veicoli ibridi plug-in (che consentono di ricaricare le batterie dell'auto elettrica direttamente dalla presa della corrente da parete) da mettere in commercio entro il 2014, la cui propulsione sarà a gasolio ed elettrica, che verranno prodotti da PSA e quindi Citroën e Pegeot.

Un mercato che prende il via alla fine degli anni 90 e che oggi, anche se ancora decisamente limitato nei numeri rispetto a quello delle auto tradizionali, in via di ulteriore sviluppo proprio perché in grado di collocarsi al meglio nella nuova “green economy” grazie alla capacità di questi mezzi di ridurre l'inquinamento atmosferico ed acustico, limitando, specialmente nelle aree urbane, i consumi di carburante, le emissioni di gas di scarico ed i rumori (paradossalmente, il silenzio di queste auto può causare incidenti con il coinvolgimento di pedoni, tanto che alcune case automobilistiche come Nissan e Mitsubishi hanno ovviato al problema con avvisatori acustici o tramite aumento artificiale della rumorosità sui modelli ibridi).

La storia narra che la prima auto ibrida sia stata la Toyota Coaster Hybrid EV, venduta nel 1997, ma il successo fu raggiunto successivamente con la Toyota Prius (dotata di un motore tradizionale ed uno elettrico) che, in commercio dal 1999 e aggiornata al 2004, con sistema ibrido a motore termico ed elettrico, consuma meno di 5 litri di benzina per 100 km. In 13 anni dalla loro commercializzazione, Toyota ha venduto ben 2.68 milioni di veicoli ibridi, di cui 1 milione solo in Giappone e calcola di aver emesso 4 milioni di tonnellate di CO2 in meno rispetto alle versioni a benzina tradizionali; il costruttore giapponese ha previsto inoltre 1 milione di vetture ibride nel 2011, il doppio rispetto al 2009.
Lo scorso settembre sette produttori (Daimler, Ford, General Motors, Honda, Hyundai, Kia, Renault-Nissan e Toyota) hanno pubblicato una dichiarazione congiunta in cui si impegnano a immettere sul mercato, dal 2015, un numero consistente di veicoli elettrici e a idrogeno; quest'ultima è terreno di strategie mutevoli, a causa dei costi di progettazione, produzione e collaudo elevati e a fronte di un mercato non ancora pronto per questa tecnologia. Se il suo sviluppo è stata abbandonato da Bmw, Toyota ha annunciato al Salone di Detroit l’avvio di “Fuel Cell Hybrid Vehicle - Advanced” (FCHV-adv), un filone commerciale di vetture alimentate a idrogeno, con la collaborazione di soggetti istituzionali e realtà private, con l'impegno anche sul fronte delle necessarie infrastrutture.

In Italia a fine 2009 l’intero parco circolante di auto ibride superava i 32,8 milioni di autovetture, di cui meno del 5,4% alimentato con carburanti alternativi, Gpl e metano. Sul nostro territorio si annoverano numerose azioni di mobilità sostenibile, con iniziative più o meno “radicali” che vanno dalla proposta a Milano di referendum per una tassazione di veicoli in circolazione all’interno del capoluogo lombardo finalizzata all’eliminazione totale delle autovetture in città, alla proposta, recentemente formulata dal Sindaco di Roma di “pedonalizzazione completa del centro storico cittadino entro tre anni con una zona off-limits per le auto a combustione e l'utilizzo di autonomo elettriche per lo scarico merci e la mobilità pubblica''. Si segnala inoltre il progetto e-mobility sviluppato da Enel e Smart che ha preso il via recentemente a Pisa e vede coinvolte anche Roma e Milano con vetture Smart Electric Drive, il Gruppo Daimler impegnato nella manutenzione delle auto e Enel nello sviluppo della rete di ricarica.

Se indubbi sono i vantaggi in termini di consumo dell'auto ibrida, la sua diffusione non è dovuta solo agli elevati costi di progettazione e produzione ma ad un fattore determinante: la durata delle batterie e la disponibilità di punti di ricarica; attualmente infatti occorrono tra le 4 e le 5 ore per ricaricare una normale batteria al litio, un tempo più che sufficiente per ricaricare le batterie dell'auto di notte ma ancora troppo lungo per chi non dispone di un parcheggio notturno vicino ad una presa di corrente di proprietà. Un passo avanti in questo senso lo stanno compiendo le case automobilistiche stesse ma anche il legislatore: General Motors ha comunicato che la sua Chevrolet Volt, in commercio a partire dal mese di Ottobre prossimo, avrà in dotazione batterie con una garanzia di otto anni, davvero inusuale, mentre lo scorso Aprile l'Autorità per l'energia elettrica e il gas ha emanato un provvedimento con cui ha reso possibile ricaricare l'auto elettrica direttamente presso la propria abitazione, il garage o nel parcheggio condominiale (prima ai consumatori domestici era vietato disporre di un duplice punto di fornitura elettrica nella stessa unità immobiliare).

Passando ai modelli, ecco le novità del settore: Bmw, dopo i modelli ActiveHybrid X6 e Serie7 ActiveHybrid, è impegnata sul “Project i” un progetto iniziato nel 2008 con la Mini E e proseguito con la BMW Concept ActiveE, un prototipo che dovrebbe portare alla realizzazione in serie di un mezzo chiamato provvisoriamente Mcv Megacity Vehicle, oggi in fase embrionale, con scocca in fibra di carbonio e lo stesso motore elettrico utilizzato sul Concept ActiveE. Sono presenti poi Audi con la A1 e-tron, Citroen con C-Zero, sviluppata in collaborazione con la Mitsubishi, che a sua volta sviluppa e produce la i-MIEV c; in fase di test la Opel Ampera, sorella della Chevrolet Volt; Hyundai ha presentato la berlina Sonata, Fiat la nuova 500 Hybrid, Honda il modello CR-Z mirata soprattutto al mercato giovani e la versione ibrida della Honda Jazz. Volvo ha siglato una joint venture con la società elettrica svedese Vattenfall per immettere sul mercato europeo nel 2012 auto ibride ed elettriche plug-in, realizzando una rete distributiva e una piattaforma tecnologica in grado di poterle rifornire di elettricità. Si segnala anche il modello Mercedes Benz S 400 Hybrid recentemente premiato dal Politecnico di Vienna.

Non mancano le proposte su 3 ruote: Honda con il “triciclo”3R-C Concept dalla linea "spaziale" e Piaggio con lo scooter ibrido MP3 Hybrid con due motori, uno termico a benzina e l'altro elettrico.
Auto ibride minicar ma anche supercar. Pensiamo a Tesla, azienda nata nel 2003 in California con azionisti e finanziatori d’eccellenza (fra Larry Page e Sergey Brin, padri di Google) per proporre un'auto elettrica dalle prestazioni da fuoriserie ad emissioni zero, che ha presentato la nuova Roadster, un’auto dalla velocità massima di 200 km/h, da 0 a 100 in 4 secondi (tra l'altro nello scorso Luglio Toyota ha annunciato la realizzazione di un prototipo di auto elettrica proprio in collaborazione con Tesla, il SUV giapponese Rav4 di Toyota, a cui verrà applicato un sistema realizzato da Tesla) e pensiamo a Porsche, che ha presentato la sua supercar ibrida, la 918 Spyder (si pensa sul mercato a 500.000 Euro), prevista in produzione (grazie alle 2.000 manifestazioni di interesse non vincolanti già ricevute), dalle prestazioni eccezionali: alimentata da un motore 3.4 V8 da 505cv abbinato a due propulsori elettrici da 220cv complessivi, produce una potenza di 725cv, un'accelerazione da 0 a 100 km/h in 3,2 secondi e velocità massima stimata di 320 km/h. Senza dimenticare le prestazioni in termini “ambientali”: produce emissioni di CO2 inferiori ai 100 g/km, e consuma nel ciclo combinato 3 litri per 100 km (meno di una Toyota PriuS).

Infine, sul fronte “fantascienza” segnaliamo EV-N, concept presentato da Honda che vanta un motore elettrico alimentato da batterie al litio e sul tetto pannelli solari per la parziale ricarica delle batterie senza ricorrere alla "presa" e per il funzionamento di alcuni servizi interni.

25-8-2010


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